www.mat2020.com

www.mat2020.com
Cliccare sull’immagine per accedere a MAT2020

domenica 31 dicembre 2017

Biglietto per l'Inferno.Folk live al Club Il Giardino - Lugagnano 29/12/2017, di Marco Pessina e Renzo De Grandi


Biglietto per l'Inferno.Folk live al Club Il Giardino - Lugagnano (VR) 29/12/2017
Di Marco Pessina
Reportage fotografico di Renzo De Grandi

Chiusura dei battenti del 2017 al Club Il Giardino con la band lombarda, rinata qualche anno fa, sulle ceneri di quello che fu il BIGLIETTO PER L'INFERNO della metà degli anni '70. Una situazione particolare, dove ai classici strumenti da rock band fanno da contraltare strumenti a fiato e a percussione, usati perlopiù in altri generi. Ma la notizia vera l'ha data MAURO GNECCHI, storico batterista e fondatore assieme a GIUSEPPE "PILLY" COSSA (organetto diatonico e tastiere), dicendo che quella di questa sera sarebbe stata la loro ultima performance dal vivo, almeno in queste vesti. Per l'occasione é stato messo all'asta un prezioso cofanetto della band! Quindi per il pubblico presente é stata forse l'ultima occasione per ascoltare la brava MARIOLINA SALA (voce), CARLO REDI (violino e mandolino), RENATA TOMASELLA (flauti e ocarine), RANIERI FUMAGALLI (cornamusa e ocarine), PIER PANZERI (chitarra) e ENRICO FAGNONI (basso), in queste vesti. Non sappiamo, infatti, cosa ci riserverà il futuro in fatto di sorprese. TRA L'ASSURDO E LA RAGIONE del 2009, costituiva il rifacimento dei gloriosi BIGLIETTO PER L'INFERNO e IL TEMPO DELLA SEMINA, album prodotti tra il 1974 e il 1975, il secondo uscito postumo, con i graffianti testi di CLAUDIO CANALI, allora cantante e da qualche anno frate in un eremo toscano. In un periodo, che definire critico per la musica che conta suona quasi come un eufemismo, sarebbe un vero peccato se realtà del genere dovessero definitivamente tramontare.


In una sala confortata da una buona presenza di pubblico, si sono potute ascoltare le dolci ma talvolta anche graffianti melodie, suonate con la solita grinta e precisione. La band é stata ospite ancora del Club in anni passati, anche in occasione dell'ormai conosciuto FESTIVAL PROG. In un paio d'ore di concerto si sono susseguiti tutti i più significativi brani del BIGLIETTO, come ANSIA, CONFESSIONE o IL TEMPO DELLA SEMINA, interpretati con la solita gestualità teatrale dalla bravissima SALA. Particolarmente apprezzati i brani toccanti con testi "duri", soprattutto per l'epoca in cui furono concepiti, come L'AMICO SUICIDA, LA CANZONE DEL PADRE o IL NEVARE. Al potente drumming di GNECCHI e FAGNONI, facevano da contraltare i tratti folk di TOMASELLA, FUMAGALLI , REDI e l'organetto di COSSA, con la chitarra di PANZERI spesso in primo piano. Le citazioni, i ringraziamenti e le giuste dosi di applausi si sovrapponevano via via senza soluzione di continuità in una serata che é volata via senza che ce ne accorgessimo.

Ancora una chicca per IL GIARDINO, che propone anno dopo anno tutto ciò che é possibile ascoltare di significativo in questo momento storico. Un pizzico di malinconia ha accompagnato il finale, anche se la gioia di sapersi tra amici, ha prevalso. Il discorso di GNECCHI, rincuora un tantino, perché ci dice che qualcosa ancora andrà avanti. I lunghi applausi finali ne sono la giusta testimonianza, con l'augurio di ritrovarci nel 2018 sempre più motivati! Noi ci auguriamo un VIVI, LOTTA, PENSA, magari rinnovato!


Accadde il 31-12-2001, di Francesco Pullè

Il 31 dicembre del 2001 la lira cedeva il passo all’euro, anche se a Orvieto capitava che il resto te lo dessero in dollari; ma più che lo sciagurato scambio di valute non scorderà mai questa battaglia di San Silvestro tra le sei corde di Pat Martino e quelle di John Scofield su una “Sunny” arroventata dall’Hammond di un immenso Joey DeFrancesco.

Grazie alla RAI che ha documentato il momento, anche se posso assicurare che dalla seconda fila del teatro Mancinelli l’atmosfera era molto più hot…

Francesco Pullè

giovedì 28 dicembre 2017

The Watch live al Club Il Giardino - Lugagnano (VR) 27/12/2017, di Marco Pessina



The Watch live al Club Il Giardino - Lugagnano (VR) 27/12/2017
Di Marco Pessina

Fine d'anno intenso e ricco di musica al Club. Erano di scena, una volta di più, THE WATCH, nota tribute band GENESIS, ma anche autori di una manciata di album propri di ottima fattura. Da qualche anno questo passaggio al GIARDINO é diventato una consuetudine! Inutile sottolineare che il locale é strapieno di gente e la serata si preannuncia scoppiettante!
Poco prima delle dieci parte il concerto. Da qualche anno a questa parte, la formazione del quintetto milanese é consolidata con: SIMONE ROSSETTI (voce, flauto e tamburello), VALERIO DI VITTORIO (tastiere, chitarra acustica e voce addizionale), GIORGIO GABRIEL (chitarre), MARCO FABBRI (batteria) e MATTIA ROSSETTI (bassi, chitarre ritmiche e voce addizionale).
Come sempre reduci da un'annata in tour in mezza Europa, Inghilterra compresa, concludono l'anno con questo recital a sorpresa, nel senso che non sarà il concerto del tour 2017. 


Nel buio della sala fanno capolino i "nostri" e, a sorpresa, attaccano BRAIN DAMAGE, un brano tratto dal loro terzo lavoro VACUUM. Applausi accompagnano l'intro di mellotron di WATCHER OF THE SKYES. Non ci saranno molte parole, ma musica senza soluzione di continuità per tutta la serata. La delicata STAGNATION, da TRESPASS ci porta in quelle melodie rarefatte ed eteree classiche dei primi GENESIS, che ROSSETTI e soci hanno nelle loro corde da sempre! La lunga e articolata THE KNIFE viene piazzata lì, subito come quarto brano, scatenando il pubblico in sala e il concerto si alza di tono ulteriormente! La scaletta é particolare e pesca il meglio dei primi periodi, come nel caso della successiva FOUNTAIN OF SALMACIS. L'amalgama della band é risaputa e tutto fila liscio, tranne forse, soprattutto nella prima parte, una non convincente taratura del microfono, peraltro subito migliorata. Un altro pezzo significativo, poco suonato nei concerti é CAN UTILITY THE COASTLINERS. Gli applausi scrosciano copiosi. GET'EM OUT OF FRIDAY, conclude la prima parte. Ci saranno dieci minuti di pausa!                                               


Si riparte in pompa magna con DANCING WITH THE MOONLIGHT NIGHT, forse dal miglior lavoro genesiano in assoluto: SELLING ENGLAND BY THE POUND! La successiva CARPET CRAWLERS darà modo a qualcuno in sala di cantare il celebre ritornello con robusto applauso finale. E proseguendo sulla falsariga, THE WATCH eseguono THE LAMIA, sempre da THE LAMB. A questo punto, mentre gli altri abbandonano il proscenio, c'é gloria per GIORGIO GABRIEL, che con la dodici corde dopo un intro di arpeggi, ci delizia nell'esecuzione di una HORIZONS molto applaudita. E come su FOXTROT, ecco che partono voce e arpeggi che ci introducono dentro SUPPER'S READY. E' superfluo dire che verrà ascoltata in religioso silenzio in tutti i suoi oltre venti minuti. Pubblico in piedi per l'ovazione di fine brano e band che lascia il palco. Subito richiamata all'ordine dai battimani ritmati che si fanno via via più corposi, mentre la band rientra sul palco. ROSSETTI, ci annuncia IT'S ONLY A DREAM, delicato brano dal loro ultimo lavoro SEVEN. Il pubblico apprezza! E tanto per non farci mancare nulla, i THE WATCH piazzano lì THE MUSICAL BOX, che con i suoi fantastici dieci minuti, concluderà la serata.

Ringraziamenti allo staff e auguri, conditi da convinti applausi, ci dicono che anche stasera é finita abbondantemente oltre la mezzanotte e non ce ne siamo nemmeno accorti!

mercoledì 27 dicembre 2017

Il compleanno di Mike Heron


Della serie "Quelli che non se li ricorda nessuno"…

Compie gli anni oggi, 27 dicembre, Mike Heron, scozzese, polistrumentista, songswriter, cantante, leader degli "Incredible String Band", i Pink Floyd del folk-rock inglese.
Dopo lo scioglimento del gruppo, nel 1974, formò la Mike Heron Band, con alternate fortune. Personaggio di spicco nel mondo del folk, nel 2007 fu invitato al Barbarican Centre per un omaggio allo scomparso Syd Barret al fianco dei Pink Floyd, Kevin Ayers,e altri musicisti…


Ancora orgogliosamente in attività,
Happy Birthday Mike!
Wazza



Il compleanno di Gianni Nocenzi


Colui che segue la folla non andrà mai più lontano della folla. Colui che va da solo sarà più probabile che si troverà in luoghi dove nessuno è mai arrivato.
Albert Einstein

 Nella foto Gianni Nocenzi nel 1982

Compie gli anni oggi, 27 dicembre, Gianni Nocenzi, talentuoso musicista (e stò...)
Se lo conoscete "solo" come l'altro tastierista del Banco ascoltatevi "Miniauture" e fatemi sapere!
Happy Birthday "brother" Gianni
Wazza


BMS - Darwin 1972

martedì 26 dicembre 2017

Gianni Leone ricorda la sua prima insegnante di pianoforte...


Di Gianni Leone

Da lungo tempo pensavo di telefonare a Suor Velia, la mia prima insegnante di pianoforte all'Istituto delle Maestre Pie Filippini di Napoli, dove frequentai l'asilo e le elementari. Con lei feci i primi anni di studio parallelamente alla terza, la quarta e la quinta. Fu lei a prepararmi per miei primi saggi musicali. Mi esibii in pubblico come pianista (si fa per dire) a 8 anni con una sonatina semplicissima. Quando terminai le elementari ci perdemmo di vista. 
Nei primi Anni '90 capitai a Napoli e andai a trovarla. Era ancora lì che insegnava pianoforte. Incredibilmente mi riconobbe subito e mi chiamò per nome, venendomi incontro per abbracciarmi e baciarmi. Parlammo a lungo. Poi mi sedetti al pianoforte e suonai per lei. Tornato a Roma, cominciammo a inviarci delle e-mail e delle foto reciproche, poi ci perdemmo di vista ancora una volta. Ecco perché da tempo pensavo di ricontattarla. Rinvia e rinvia.... siamo arrivati a ieri, 25 dicembre 2017, giorno di Natale! Nonostante la mia atavica avversione per le feste comandate - specie quelle religiose - e per tutti i "rituali" imposti (farsi gli auguri etc.), che trovo banali e "borghesi", mi sono ritrovato a doverglieli fare, ma mi ha fatto molto piacere. Certo: se gli auguri me li fa una persona cara e sincera, li accetto e li ricambio con affetto, mica sono Nosferatu! 
La sua voce era limpida e cristallina come la ricordavo, eppure oggi ha 89 anni! E che sveltezza nel parlare, raccontare, ricordare! Anche stavolta, dopo pochi secondi mi ha riconosciuto chiamandomi per nome. Mi ha invitato ad andarla trovare, poiché è stata trasferita all'Istituto delle Maestre Pie Filippini qui a Roma. Questa è una sua foto di qualche annetto fa... Pelle bianchissima, occhi celesti, capelli biondi, viso angelico... Suor Velia Vitali.



lunedì 25 dicembre 2017

Il compleanno di Shane Mc Gowan


Compie gli anni oggi, 25 dicembre, Shane Mc Gowan, il "Syd Barret" del folk-rock, voce dei Pogues, gruppo irlandese folk, venato di punk.
Grande talento, distrutto dall'uso e abuso di alcool e droghe... peccato
Se non li conoscete… prestate l'orecchio
Happy Birthday Shane
Wazza




domenica 24 dicembre 2017

Jumbo su CIAO 2001 il 24 dicembre 1972


Su Ciao 2001 del 24 dicembre 1972, articolo sui Jumbo, gruppo milanese capitanato da Alvaro Fella.
La band nel 1972 aveva pubblicato due dischi, "Jumbo" e "DNA", quest’ultimo il disco della loro maturazione artistica, che li spostò verso suoni tipicamente "progressive".
Nel 1973 pubblicarono l'album "Vietato ai minori di 18 anni", con testi molto forti per l'epoca, ma per l'ottusità degli addetti ai lavori venne bandito dai programmi radiofonici... sarà l'anticamera per lo scioglimento che avvera nel 1975.
…di tutto un Pop
Wazza





Aldo Tagliapietra live al Club Il Giardino, di Marco Pessina e Renzo De Grandi


Aldo Tagliapietra live al Club Il Giardino, Lugagnano (VR) 23/12/2017
Di Marco Pessina
Reportage fotografico di Renzo De Grandi

Serata pre-natalizia, il giusto pretesto per farsi gli auguri tra avventori del Club. E quale persona era più adatta, musicalmente parlando, per una serata così se non ALDO TAGLIAPIETRA? Da anni affezionato frequentatore del Giardino, non ha voluto mancare a questo appuntamento. L'occasione era buona, tra l'altro, per ascoltare il recentissimo lavoro da studio prodotto: “INVISIBILI REALTA’”.
Accompagnato da qualche anno dai fidi, ANDREA DE NARDI (tastiere), MATTEO BALLARIN (chitarre) e MANUEL SMANIOTTO (batteria), nell’occasione chiede la partecipazione di ANDREA GHION al basso, proprio nelle veci di ALDO, che si é dedicato al suo vecchio amore, la chitarra; il musicista veneziano ha preso per mano il folto pubblico presente in sala, che era ansioso, naturalmente, di sentire, oltre che il nuovo, quello che é stato in un recente e glorioso passato!


La prima parte del recital é stata dedicata, giustamente, all'ultima "fatica" discografica, che abbiamo avuto il piacere e l'onore di ascoltare nella sua interezza! Una serie di ballate ben arrangiate, che toccano i temi più cari a TAGLIAPIETRA: la spiritualità, l'amore, nel senso più nobile del termine condito di un po' di misticismo. Il folto pubblico presente ascolta in religioso silenzio il susseguirsi dei vari pezzi, in cui spiccano MUSICA E PAROLE, SIAMO DEL CIELO (bella é articolata strumentalmente la parte centrale) e RADICI, dal sapore antico e dalle timbriche indiane, altro tema particolarmente caro al musicista veneziano! Gli applausi fra un brano e l'altro sottolineano il gradimento del pubblico e questo non può che far piacere a chi propone un lavoro nuovo di zecca.


La seconda parte del concerto, propone una scaletta accattivante che pesca qua e là nella folta discografia delle ORME. Particolarmente apprezzata sarà, ad esempio, IL GRADINO PIU' STRETTO DEL CIELO, da VERITA' NASCOSTE, con il duetto chitarra/tastiere dei bravi BALLARIN e DE NARDI. Non mancano gli aneddoti (alcuni suggerimenti vengono dal pubblico più affezionato), come nel caso della presentazione di REGINA AL TROUBADOR, che suscitano le risa in sala! Non possono mancare di certo i classici, come AMICO DI IERI o GIOCO DI BIMBA, il tutto assecondato da una band collaudata in tutti i suoi elementi! La voce di ALDO tiene a dispetto del tempo e gli viene perdonata, giustamente, qualche dimenticanza di testo! La serata corre via liscia senza intoppi tecnici e possiamo ascoltare FIGURE DI CARTONE e la bellissima FRUTTO ACERBO da CONTRAPPUNTI! Non manca certo all'appello una congrua parte di FELONA E SORONA, che mette in luce GHION al basso, SMANIOTTO, autore di un lungo quanto apprezzato assolo di batteria, e un assolo di chitarra di stampo floydiano di BALLARIN. TAGLIAPIETRA riprenderà in mano il "doppio manico" in occasione dell'esecuzione di una SGUARDO VERSO IL CIELO, particolarmente rock a cui verrà attaccata una sezione di COLLAGE.


Scroscio di applausi al saluto di TAGLIAPIETRA e il resto della band, a cui viene richiesto il bis, prima ancora dell'uscita dal proscenio! Non ci sarà comunque da aspettare molto per il ritorno sul palco dei musicisti. L'ultimo brano é una dedica di TAGLIAPIETRA a GERMANO SERAFIN, compianto chitarrista della band alla metà degli anni '70, purtroppo scomparso troppo presto! Verrà eseguita quella CANZONE D'AMORE, che fu soltanto 45 giri e una hit che le ORME presentarono in occasione del Festivalbar del 1976!

A questo punto giunge il commiato finale con il robusto applauso e lo scambio degli auguri, che sancisce l'ennesima serata ben riuscita!



sabato 23 dicembre 2017

Canzoniere del lazio: novembre e dicembre 1976


Nel novembre/dicembre 1976 il Canzoniere del Lazio compie un lungo tour in Africa. 
Questa esperienza segnerà i musicisti, dal punto di vista artistico che umano.
Tornati più stimolati a fare concerti, nel febbraio 1977 vengono invitati a suonare al prestigioso "Festival - Rote Lieder" di Berlino.
Maurizio Giammarco dà "forfait" perche impegnato con il suo quartetto, e al suo posto viene chiamato Mauro Pagani - che da poco aveva lasciato la PFM -, in cerca di nuovi stimoli musicali.


Nel ricordo di questa serata nel 1978 pubblicarono l'album "Italien", uscito solo in Germania, che vide l'ingresso in sala di registrazione dei "nuovi" Marcello Vento e Clara Murtas, e l'unica partecipazione di Mauro Pagani.
… di tutto un Pop
Wazza 




venerdì 22 dicembre 2017

50 anni fa usciva l'album "Mr Fantasy", album di debutto dei Traffic


Usciva nel dicembre 1967 "Mr. Fantasy", album di debutto di una delle migliori espressioni di musica di sempre, i Traffic.
La band era formata da Jim Capaldi, Steve Winwood, Chris Wood e Dave Mason: Mason lasciò la band poco prima che il disco uscisse.


I giornali dell'epoca lo accolsero come uno dei migliori prodotti e gruppi d'avanguardia, soprattutto per la voce di Winwood e i testi di Capaldi, un mix di rock blues, elementi psichedelici, l'uso del sitar e i fiati di Chris Wood, elementi cardine, per un grande debutto.
L'album raggiunse il 16° posto nella classifica di vendita inglese, e il brano "Dear Mr. Fantasy" diverrà uno dei loro cavalli di battaglia…
Di tutto un Pop!
Wazza



giovedì 21 dicembre 2017

Il ricordo del giorno 21...


21 dicembre

"Tutti mi dicono grazie, dopo. Non brava ma grazie. Quello che so fare è cantare, e penso forse che questo porti un po' di bellezza nelle vite, faccia stare meglio le persone."
(Maria Callas)

Ci sarai sempre. Buon viaggio Capitano!
Wazza 

Una "vecchia" intervista a Francesco
MARINELLA VENEGONI

Francesco Di Giacomo, voce tenorile indimenticabile del Banco di Mutuo Soccorso, lo ricorda con orgoglio quieto: «Nel 1972 il nostro album "Darwin" fu proclamato da 300 critici americani il miglior disco progressive dellanno». Allora ci si poteva pure permettere di cantare il tema dellevoluzionismo, con le liriche sapienti di Big Francesco. Ma se il tempo passa, e la memoria si riduce a un soffio di cenere sparsa nel vento, quello stesso vento sta riportando allattenzione dei ragazzi più inquieti uno stile nel quale lItalia ha sparato alcune delle sue più corpose cartucce, dalla PFM al Banco stesso. Quel Banco, protagonista di memorabili festival alternativi nei torridi 70, sta per festeggiare i 40 anni di vita: con un tour che ha come ospiti le Orme, in partenza il 24 febbraio da Palermo; con un concerto che verrà trasmesso da Radiouno il 27 prossimo; e con un disco che non potrebbe che essere dal vivo, la dimensione più consona ad artisti di questo calibro, la cui lontananza spaziale dalle logiche industriali contemporanee è insieme un problema e una risorsa. Anzi, aggiunge Francesco: «Stiamo invitando altri artisti a incidere nostri pezzi a modo loro. Avremo lasciato un segno?».  

Intanto Vittorio Nocenzi, compositore eclettico e fondatore carismatico del primo nucleo BMS nel 1969, nel libro-intervista, «Sguardi dallestremo Occidente» racconta le proprie esperienze a tutto campo, dallo studio del pianoforte al lavoro con Gabriella Ferri, dal progressive rock fino alla collaborazione con circuiti di studio e ricerca. Un curriculum denso, che ne fa uno dei personaggi italiani di rilievo nel pop del secondo Novecento. E se anche, in questi ultimi due decenni convulsi, del Banco di Mutuo Soccorso sè parlato pochino, esso non ha mai smesso lattività dal vivo: della band originaria sono rimasti Nocenzi, Di Giacomo e Maltese, in pausa per problemi di salute; nuovi musicisti hanno innervato nel tempo la formazione, che si prepara a calcare le scene sotto occhi più attenti.  

«In realtà - spiega Di Giacomo - per i nostri 40 anni stavamo cercando, senza snobberia, di evitare nostalgia e festeggiamenti. Ci sono colori, storie e autori che ci siamo portati dietro: siamo arrivati a oggi con convincimenti forti. Per esempio, abbiamo detto di no al programma tv "I Migliori Anni" perché il tempo che ci avevano dato era così stretto, e il batterista doveva suonare in playback. Cè un asservimento totale agli ospiti stranieri, se mi tolgono un minuto e mezzo e poi Michael Bublé o chiunque altro si fa mezzora, punto i piedi. Noi abbiamo fatto, come lui, concerti veri e tour in America ma non a Little Italy con tutto il rispetto; e in Giappone, Inghilterra, sempre sold out, e ci trattano come provincia dellimpero. Allora ti metti il cuore in pace e dici: il mio motore reale è il live dove io mi sento me. Questo è il mio mestiere, questo so fare e questo faccio».  

La coerenza paga: «Abbiamo scoperto con enorme piacere che da un paio danni ai concerti abbiamo un pubblico di giovani che riscopre un movimento storico, e anche che cosa significhi suonare non solo per il sogno di guadagnare quanto i calciatori. Vedo con raccapriccio in tv bimbi mandati allo sbaraglio a cantare, hanno dieci anni e la voce da quarantenni».

Ma il prog del Banco non è solo progressive; è unamalgama che oltrepassa letichetta per tingersi di melodia e storia della musica, con testi immaginifici: «Credo che abbiamo scavalcato tale etichetta senza neanche rendercene conto - racconta ancora Di Giacomo -. Oggi ci piace far diventare quasi minimalisti certi brani ponderosi. Ma non cè dubbio che volendo ricavalcare londa sarebbe facile...». Lautore e il vocalist, Nocenzi e Di Giacomo, dopo tanti anni non sono diventati fratelli/coltelli alla Keith&Mick: «Il nostro è un rapporto spesso conflittuale, guai se così non fosse, però le nostre cose son sempre nate da un confronto forte. Conosciamo qualità e difetti, possiamo montare un pezzo e distruggerlo dopo una settimana di lavoro perché non è quello che volevamo».  


mercoledì 20 dicembre 2017

AREA: dicembre 1980

Fariselli - Capiozzo - Tavolazzi

A fine dicembre 1980, gli Area - Patrizio Fariselli, Giulio Capiozzo e Ares Tavolazzi -eseguono dal vivo al teatro Regio di Parma le musiche di "Uccelli", commedia scritta da  Aristofane nel 414 a.C. con la regia di Memè Perlini.
Effettueranno più di 100 repliche e la tournèe terminerà a Liegi, in Belgio, nel maggio del 1981 !
...di tutto un  Pop

Wazza

Foto del 1981- Da sinistra: Patrizio Fariselli, Guido Guidoboni?, Ares Tavolazzi, Sara Borsarini, Larry Nocella, Giulio Capiozzo.

martedì 19 dicembre 2017

Genesis, dicembre 1973: l'audio del concerto al Roxy Theater di Los Angeles e qualche immagine

  
Il 19 dicembre 1973 i Genesis, in tour per la prima volta in USA, ottengono uno strepitoso successo suonando al Roxy Theater di Los Angeles.
Per festeggiare l'evento, dopo il concerto, si tiene un ricevimento all’Hollywood Restaurant (vedi photogallery)
...di tutto un  Pop
Wazza






domenica 17 dicembre 2017

Flower Flesh e Dagma Sogna live in Savona-17-12-2017


Articolo di Athos Enrile

Due band di Savona e dintorni trovano uno spazio live all’aperto in un momento inusuale.
La location è fantastica, la Piazza del Brandale; anche il palco è degno di nota e tutto sarebbe perfetto se non fosse che… è il 17 dicembre, è domenica e siamo attorno alle 18.
Il freddo penetra lentamente e quando invade corpo e mente non ti abbandona più… per ore e ore…
Se questo è un problema per il pubblico, c’è da immaginarsi cosa possa significare per chi ha il compito di suonare, coniugando la lucidità di trasmissione del pensiero alla precisione delegata a mani certamente irrigidite.
Eppure ci si è trovati a commentare il bicchiere mezzo pieno… in fondo non c’era neppure vento!
Tutto questo preambolo per dire che mi riesce impossibile commentare degnamente la performance dei Flower Flesh, prog band ingauna, così come quella dei savonesi Dagma Sogna, essendo rilevante il rumore di fondo che ha accomunato musicisti e pubblico.
Due gruppi che propongono un genere musicale differente (i Flower Flesh etichettati in ambito prog e i Dagma Sogna inseriti nel pop moderno), ma che a ben vedere hanno, nell’occasione, uno status che li unisce, perché è imminente per entrambi l’uscita del secondo album.
Disco che i F.F. propongono per intero mentre per quanto riguarda i D.S. ho avuto la possibilità di ascoltare solo i primi tre brani, due relativi al primo album ed una cover.
Propongo un paio di video che ho realizzato per immortalare un momento davvero unico, che non trova alcun riscontro nella mia memoria… e se qualcuno ricordasse un concerto live, all’aperto, in pieno inverno, con la luce naturale ormai scemata, beh, mi contatti!
Ma c’è sempre qualcosa che resta e che va oltre i commenti colorati e “atmosferici”: la musica!




Era il 17 dicembre del 1976: "Wind and Wuthering" vedeva la luce...


Usciva il 17 dicembre 1976 "Wind and Wuthering", ultimo album dei Genesis con Steve Hackett. Il titolo sembra che sia stato preso da un brano di Hackett, "The house of four wind", e dal titolo del romanzo "Wuthering Heights".

Registrato nei Paesi Bassi, per problemi di defiscalizzazione, nonostante fosse uscito in pieno periodo "punk" superò le vendite del precedente.
La copertina disegnata da Colin Elgie rimarrà l'ultima in stile nostalgico e autunnale nella futura produzione della band.


All'epoca fu considerato un prodotto di secondo piano rispetto ai capolavori che lo avevano preceduto, maa distanza di anni rimane un grande e nostalgico lavoro… consapevole di quello che sarebbe accaduto dopo!
Wazza 

Riascoltiamolo…