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domenica 31 gennaio 2016

L'ultimo live di Big Francesco, di Wazza


Per chi non si stanca di ricordare...

Era il 31 gennaio 2014, i "Nu Indaco" di Mario Pio Mancini, gruppo nato dalle ceneri degli "Indaco", tengono un concerto all'Auditorium di Roma per presentare il loro primo disco live. Ospiti della serata Rodolfo Maltese, Nando Citarella, Claudio Corvini e Francesco Di Giacomo. Francesco ha sempre sostenuto e supportato prima gli Indaco e poi i Nu Indaco, sia come autore, cantante e ospite in numerosi loro concerti.
Questa in particolare fu la sua ultima apparizione "fisica" su di un palco, il destino volle che fosse insieme a Rodolfo… lo stesso destino che ventuno giorni dopo, ci privava della sua intelligenza .
Ma Francesco sarà sempre presente, dove c’è musica, dove c’è impegno, dove c’è solidarietà nell'aria, nei suoni e nei silenzi… come scriveva nel 1978:
"Nel cielo e nelle altre cose mute... Terramadre... non senza dolore... io vivo... ne più di un albero non meno di una stella… Nei suoni e nei silenzi... di terra".
Francesco vive !
WK

Venerdì 31 gennaio alla Sala Petrassi dell'Auditorium di Roma la "Notte dell'Etno-Jazz-Rock" con i Nu Indacoche presentano il loro primo disco live, ospiti Francesco Di Giacomo, Rodolfo Maltese, Nando Citarella, Claudio Corvini.

Dopo quattro anni e due dischi in studio, i Nu Indaco presentano il loro primo album live, un incrocio tra rock, musica del Mediterraneo e sonorità jazz (registrato proprio lo scorso anno alla Casa del Jazz). Realizzazione di un progetto del leader storico Mario Pio Mancini, il disco testimonia lincontro con vecchi amici e grandi solisti che allAuditorium Parco della Musica saranno rappresentati da Francesco Di Giacomo, Rodolfo Maltese, Claudio Corvini, Nando Citarella.

Nu Indaco nasce dallincontro tra Mario Pio Mancini (al centro nella foto), storico co-fondatore degli Indaco (assieme a Rodolfo Maltese e Arnaldo Vacca) e tra i maggiori esponenti della world music italiana, con unesperienza discografica ventennale (ha collaborato con Lester Bowie, Mauro Pagani, Daniele Sepe, Eugenio Bennato, Paolo Fresu) e Antonio Nastasi (il secondo da sinistra), tastierista e arrangiatore, una delle figure più anomale del rock indipendente italiano.
L'idea alla base del progetto è quella di creare una musica che conservi elementi sonori dei vecchi Indaco, con una decisa sterzata verso un impatto più elettrico e moderno. La ricerca di compattezza sonora porta necessariamente alla formazione di un vero e proprio gruppo, grazie all'arrivo di (in ordine cronologico): Alessandro Severa, fisarmonicista con robusto background folk popolare; Martino Cappelli, chitarrista in grado di far convivere elettricità distorta e delicatezza evocativa di strumenti come oud e bouzouki; Monica Cucca, cantante lirica di grande versatilità; Steven Wilson, batterista esploratore di sonorità eterogenee; Gian Maria Camponeschi, bassista di grande caratura nonostante la giovane età. Il primo capitolo di questa storia è lalbum Su Mundu, cui segue una lunga serie di concerti in tutta Italia. Tre anni dopo arriva Hibiscus, punto d'arrivo di un lungo percorso fatto sia di tanto lavoro su materiale nuovo che di sudore sui palchi italiani. La continua ricerca di una propria personalità musicale non impedisce nel frattempo al gruppo di collaborare con grandi musicisti della scena internazionale.


LA NOTTE DELL'ETNO-JAZZ-ROCK

con

NU INDACO
Mario Pio Mancini - bouzouki, violino, mandola; Antonio Nastasi - sintetizzatori, basi, arrangiamenti; Monica Cucca - voce; Martino Cappelli - chitarra elettrica, bouzouki, oud; Alessandro Severa - fisarmonica; Steven Wilson - batteria; Gian Maria Camponeschi - basso elettrico

e la partecipazione di

Francesco di Giacomo: voce
Rodolfo Maltese: chitarra
Claudio Corvini: tromba
Nando Citarella: voce e strumenti vari


VENERDÌ 31 GENNAIO 2014
SALA PETRASSI ORE 21
AUDITORIUM PARCO DELLA MUSICA (ROMA)
biglietti 15 euro (ridotti 12)
Info 06-80241281


sabato 30 gennaio 2016

30 gennaio, giorno significativo per i Beatles, di Wazza


30 gennaio, data ricorrente nella storia dei Beatles.

30 gennaio 1969, dopo tre anni di fermo, i Beatles, tengono il loro ultimo concerto "in pubblico".
La location scelta all'ultimo momento è il tetto degli uffici della Apple, che si trovavano in Savile Row 3, una stradina del centro di Londra.
Il tutto dura una quarantina di minuti, in una giornata fredda ed umida: John Lennon per l'occasione indossa la pelliccia di sua moglie Yoko!
Suonano cinque pezzi, alcuni più di una volta, come si fa per registrare un album. La performance attira molta gente, formando caos e traffico nella strada, e la cosa, ovviamente, non passa inosservata alla polizia, che fa spegnere gli amplificatori.
La moda di suonare sui tetti, che fino allora era stata concessa solo agli "spazzacamini" di Mary Poppins, diventò una moda, imitata e ripresa da vari gruppi nel corso degli anni.


30 gennaio 1971 - George Harrison si toglie molte soddisfazioni, e qualche sassolino dalla scarpa, quando vede il suo triplo album, "All things must past", uscito qualche mese prima, arrivare primo nella hit americana dei dischi più venduti: ci rimarrà per molte settimane, tenendo a distanza gli "inseguitori" Santana con "Abraxas", la colonna sonora di "Jesus Christ Superstar" e "Pendulum" dei Creedence Clearwater Revival.


30 gennaio 1972: nell'Irlanda del Nord 14 civili inermi vengono trucidati dalle truppe britanniche durante una pacifica manifestazione per i diritti civili, ricordata come "Bloody Sunday".
Paul Mc Cartney, appena sentita la notizia, molto arrabbiato per l'accaduto, di getto scrive "Give Ireland Back To The Irish", in risposta ai drammatici eventi. Registrata due giorni dopo, con i Wings, fu una delle "rare" canzoni di protesta di Paul.
Naturalmente fu censurata dalla BBC e ne venne impedita la diffusione nel Regno Unito, ma servì a far capire a molta gente cosa gli inglesi stavano facendo in Irlanda.
WK




venerdì 29 gennaio 2016

Martin Barre al Club il Giardino, di Daniele Raimondi


Martin Barre, al Club il Giardino
Una delle icone dei Jethro Tull

La storia del futuro si può soltanto immaginare, quella del passato, è presente al Club il Giardino di Lugagnano (VR), grazie all’impegno di Giamprimo. Sabato 23 gennaio 2016, alle ore 21.50 sale sul palco veronese, la chitarra storica dei Jethro Tull, Martin Barre, chitarra elettrica e mandolino, accompagnato da Dan Crisp, chitarra elettrica e voce, Alan Thomson, basso e George Lindsay, batteria, con una scaletta che proporre brani dello storico gruppo, con sonorità care al blues, al folk rock, jazz rock e al progressive, tratte dalle innumerevoli suite e concept album, magnificamente dipinti, con tinte forti, dalla presenza dominante dei riff del flauto traverso di Ian Anderson.
Ricordare i Jethro Tull come un gruppo legato al progressive è certamente una forzatura, ma è un’eccezione fatta propria dai tantissimi fan che hanno seguito, per quasi un cinquantennio, le performance live provenienti da quell’orientamento musicale, che ha caratterizzato la musica degli anni settanta della band inglese, originaria di Blackpool.
Martin Barre, lascia nel 2011 i Jethro Tull, ma in tanti anni di appartenenza alla band inglese, si è cucito addosso centinaia di brani rimasti nella memoria e scritti nella storia della musica, tra i quali “Aqualung”, “Thick As A Brick”, “Living In The Past”, “Locomotive Breath”, “Bouree”, A Christmas Song”.
Martin arriva sul palco, è chiara la voglia di suonare ed è subito una missione rock, raccoglie una ventina di brani dal quaderno degli appunti, dalle sonorità muscolari dai timbri diversi e la band lo accompagna alla grande.
Senza pretesa di un minuzioso elenco: “Minstrel In The Gallery”, “Steal Your Heart Away”, “Eleanor Rigby”, una parte di “Thick As A Brick”, “Teacher”, chiamando il pubblico ad accompagnare il ritmo imposto della batteria, ecco “Fat Man” e chiusura con “Locomotive Breath”.
Martin, coglie momenti per conversare e scherzare con il pubblico, continuando a suonare, scende dal palco e si siede in prima fila, le sue note da una prospettiva diversa, insolita, che entusiasma il pubblico, che per tutta la serata, gli ha attribuito applausi a scena aperta e alla fine, lo aspettano per un autografo ed una foto.



giovedì 28 gennaio 2016

PROG ROCK! 101 Dischi dal 1967 al 1980 – Riccardo Storti e Fabio Zuffanti, di Francesco Pullè



ZUFFANTI E STORTI ALLA RICERCA DEL PROG PERDUTO
di Francesco Pullè

È ancora possibile scrivere di prog senza scadere nell'ovvio e nel banale?
È concepibile che nel 2016 si compili l'ennesima lista di album essenziali / imperdibili / da isola deserta / you must hear before you die?
Ebbene, la risposta a questi interrogativi, che ci arriva da "Prog rock! 101 dischi dal 1967 al 1980”, firmato da Fabio Zuffanti e Riccardo Storti ed appena pubblicato per i tipi di Arcana, è un maiuscolo sì.

Qui non abbiamo l'ennesimo catalogo del meglio del meglio del classic prog destinato a prender polvere sepolto da una pila di coffee table book.
Questo è un libro speciale, la cui forza sta nel non voler schematizzare ed antologizzare una materia già tanto trattata (e bistrattata), ma nel presentare un personalissimo lavorio di recupero più che di vinili di pezzi di vita, in un’intima recherche delle emozioni del passato, quelle che ci hanno formato e in qualche misura hanno contribuito a salvare, trasformare e rivoluzionare le nostre esistenze. Questa è la certosina riscrittura di un tempo ritrovato, un diario d'ascolti che è finissima educazione sentimentale alla materia musicale ed alla vita tout court.

Si completano mirabilmente i talenti del musicista (e che musicista) Zuffanti, autore della selezione, e del saggista, ricercatore e musicologo Storti, che si occupa di sistematizzare, storicizzare ed approfondire una materia tanto liquida e sfuggente.
Si percepisce da subito l'affinità, l'antica frequentazione e l'interscambio di saperi ed emozioni, quasi telepatico, tra i due autori genovesi, già conduttori su emittenti locali di "Astrolabio", mitica rubrica d'approfondimento musicale, e le oltre 400 pagine del saggio scorrono leggere, piacevoli e coinvolgenti come la cara voce di un vecchio amico che, tra aneddoti e ricordi, ci guida alla (ri)scoperta di tesori nascosti con la gioia, la curiosità e lo sguardo stupito ed incantato di chi si accosta a queste opere d’arte per la prima volta. Ecco, questo volume opera il miracolo di restituire verginità al nostro approccio al prog, ricrea il big bang, la scintilla primordiale, la scoperta originaria di quel misterioso e incantato microcosmo che per semplicità e pigrizia chiamiamo prog, in un viaggio musicale che partendo dal fantastico immaginario del monumento beatlesiano Sgt. Pepper ci porta, lungo un arco temporale di 13 anni, fino alla magniloquenza della Symphonie Celtique di Alan Stivell.
Le stazioni attraversate non sono però necessariamente le più battute, l’itinerario non è piano e non mancano deviazioni e digressioni, talora clamorose.
Ad esempio: avreste mai pensato di trovare su un sacro testo progressivo la disamina di un album di Alberto Fortis?
Ebbene sì, qui c'è, e non potrete leggerla senza provare l'esigenza impellente di rivisitare la seconda opera del cantautore domese con nuove orecchie.
E questo è solo un piccolo indizio delle centinaia e centinaia di suggestioni e spunti che accompagnano ogni voce trattata. Infatti dietro ad ognuna delle 101 schede che compongono la ponderosa trattazione sono indicate una mezza dozzina di ascolti consigliati, collegati da nessi spesso evidenti, talvolta spiazzanti, sempre brillanti e suggestivi.
Lungi da me rovinare il gusto della lettura e della scoperta di questi inaspettati suggerimenti, basti dire che a fianco ai tradizionali mostri sacri e soliti noti immancabili su ogni elenco stilato dalla critica ortodossa e politicamente corretta (pensate un nome, da Yes a Magma, da Robert Wyatt a Peter Hammill, lo troverete), e a parecchie deviazioni su territori confinanti ma spesso non immediatamente riconducibili alla vulgata prog (quali i nostri Lucio Battisti, Claudio Lolli e Luciano Cilio), dei quali si presenta un'opera chiave ed una visione d’insieme del percorso artistico, si troveranno proposte d’ascolto a 360°, non di rado spericolate e sorprendenti, quali Stockhausen o Black Sabbath, Coltrane o Nino Ferrer, Sun Ra o Carmelo Bene (!) e ancora Chopin o Duran Duran (già, proprio loro, questo libro infrange davvero molti tabù). La ratio dietro alcune scelte apparentemente bizzarre si palesa addentrandosi nella lettura, che sarebbe preferibile affrontare rispettando l’originario criterio cronologico per gustarne appieno il peculiarissimo svolgimento in progress.

Come avrete capito la vastità dell'esplorazione compiuta dai due autori è pari solo al loro onnivoro appetito musicale ed il termine prog viene qui inteso nella sua accezione più ampia ad indicare, cito dalla quarta di copertina: "tutte quelle musiche che, a partire dagli anni sessanta, hanno cominciato a espandersi e, contaminandosi con stili diversi, hanno allargato il concetto di pop song, sperimentando arditi accostamenti tra diverse influenze senza il timore di ricercare nuove melodie, armonie, suoni e strutture." Et voilà, i molteplici generi e sottogeneri, coi quali sovente creiamo ostacoli artificiosi al naturale fluire delle musiche "altre”, vengono improvvisamente a perdere ogni significato. E quest'opera di liberazione della ricerca e dell'innovazione da classificazioni restrittive mi ha ricordato, per lucidità e larghezza di vedute, quella operata da Antonello Cresti nei suoi mirabili studi sui solchi sperimentali.
Altro grande pregio dell'opera di Zuffanti e Storti poi, è il non circoscrivere la loro indagine ai confini angloamericani, italiani o tuttalpiù tedeschi e francesi come suol farsi in innumerevoli altri trattati. Qui si veleggia in ogni direzione, dall'Olanda all’Estremo Oriente, dalla Bielorussia al Brasile.

Dunque non c'è davvero motivo di declinare un invito al viaggio tanto appassionato ed appassionante, consapevoli che, seguendone le scrupolose indicazioni, la nostra percezione musicale ne uscirà rinnovata ed arricchita.

Facciamoci guidare senza indugio da questi due preziosi amici, con Fabio e Riccardo sarà tutta un'altra musica!

mercoledì 27 gennaio 2016

7 grani-"Neve diventeremo", il suggerimento di Wazza nel giorno della memoria!


In questo giorno dedicato alla "Shoah", della memoria, non so quanti di voi si "ricordano" dei "7 grani", gruppo comasco formato dai tre fratelli "Settegrani", che nel 2013, pubblicarono un bellissimo album dedicato alla memoria dell'Olocausto e della Resistenza.
L'album, intitolato "Neve diventeremo", comprendeva brani inediti e le cover di "Auschwitz" , "La guerra di Piero", "Gioia e Rivoluzione"
Dategli una "sentita", ne vale la pena

WK


(Recensione Album , dalla rete..)
Non ci saranno mai abbastanza spazi e tempi per parlare di Memoria e Resistenza, testimoniare e diffondere quello che un uomo ha potuto infliggere ad un altro uomo, e riconoscere i segnali di quanto potrebbe di nuovo accadere per combatterli con ogni strumento che la condizione di esseri pensanti ci consente. Quello dei 7 grani, gruppo folk rock attivo dal 2003 dalla provincia di Como, con Neve diventeremo, è un contributo piccolo nella forma, concentrata in un cofanetto con un cd ed un dvd, ma enorme per intento, passione e capacità di diffondere l insegnamento che deriva dalla Storia. Storia di RadoIlario Radovan, nato nel 1917 da famiglia istriana, perseguitato a causa della sua militanza politica comunista nel 1942 dai fascisti, due anni dopo dalle SS che lo internarono a Buchenwald e quindi, nel 1950, nuovamente arrestato ed internato in gulag slavi dalla polizia di Tito. Il documentario che raccoglie le testimonianze dellincredibile vita di Rado, le sue parole registrate su audio cassetta nel corso di alcune interviste, i suoi avvertimenti a vigilare perché potrebbe accadere di nuovo, mentre scorrono le terribili immagini fornite dal Memoriale del campo di concentramento tedesco, sono la parte più toccante dellintero progetto, quella che, come deve essere, da alcuni anni viene presentata nelle scuole. Insieme al video della title track, girato in parte proprio fra i viali popolati dai fantasmi di Buchenwald, selezionato nel 2011 per il David di Donatello, ed oggi in esposizione presso il Museo dellOlocausto di Washington.

La parte musicale delloperazione alterna brani originali e covers di caposaldi della canzone italiana collegati al tema portante, da Aushwitz di Guccini a La guerra di Pierodi De Andrè, da una Ma mì di Strehler in versione spaghetti punk a Gioia e rivoluzione degli Area, riletta privilegiando il registro pop, per arrivare al De Gregori di La storia siamo noi. Dal repertorio di Mikis Theodorakis arriva invece La ballata di Mauthausen, canto disperato sulla deportazione che spezza lamore, resa in una versione asciutta e ricca di pathos. Le riletture, con scelta intelligente, seguono il percorso filologico, arricchendo gli arrangiamenti con  belle soluzioni della sezione fiati, mentre, nel repertorio di originali, la  band ( i tre fratelli Settegrani a voce, piano, chitarra e basso, la tromba di Raffaele Kholer e la batteria di Alessio Russo, scomparso pochi mesi fa in un incidente dauto) alterna i versanti canzonettari, ma nei limiti del buon gusto, della più recente Ragazza di Nanchino, dedicata ad un altro Olocausto del 1937, in Cina, a composizioni di maggior spessore. Accade quando, lavorando per sottrazione, confezionano un piccolo gioiello nella pianistica, dolente, Neve diventeremo, o quando alzano il tiro con i ritmi in levare dellinno all’indignazione, Ahi, ahi, ahi o le scorrerie irish folk di Caminante. Pezzi da  ascoltare in un bel locale pieno di gente, chiacchiere e birra, perricordare le cose che non vanno - come dicono loro -  urlare in libertà e dire basta.


TOUR DATES 26 - 31 GENNAIO 2016, di Zia Ross


TOUR DATES 26 - 31 GENNAIO

Martedì 26/01

BLUE NOTE - Via Borsieri, 37 - Q.re Isola - MILANO (MI)
JOE LOCKE QUARTET
Ore 21.00

TEATRO A. PONCHIELLICorso Vittorio Emanuele II, 52Cremona (CR)
LUDOVICO EINAUDI
info: 0372/022002 - http://www.teatroponchielli.it/ - Biglietteria 0372/022.001 - 0372/022.002 - biglietteria@teatroponchielli.it

TEATRO BONCI - VIA ALDINI 22 - CESENA (FC)
PAOLO FRESU, MARCO TAMBURINI
info: 0547/355911 - 0547/355959 - www.teatrobonci.it

ALL'UNAETRENTACINQUECIRCA - Via Papa Giovanni XXIII - CANTU' (CO)
KREG VIESSELMAN
Cantautore americano” – è questa la definizione che Kreg preferisce dare di sé. È un artista che coscientemente si tiene alla larga da categorie o etichette varie, ma la sua carriera di irrequieto trovatore e osservatore della vita lo posiziona saldamente nella tradizione del classico cantautorato americano che prende vita negli anni ‘60, e oltre.


Mercoledì 27/01

LA CLAQUE - Piazza Renato Negri, 6 - GENOVA (GE)
ARISTOCRATS TRES CABALLEROS TOUR 2016
THE ARISTOCRATS: Brian Beller ,MarcoMinnemann, Guthrie Gowan in tour in Italia

BLUE NOTE - Via Borsieri, 37 - Q.re Isola - MILANO (MI)
KLAUS SAVOLDI BELLAVITIS – HAPPY BIRTHDAY FRANK!
Ore 21.00 - Ore 23.00

DRUSO - Via Locatelli, 17 - REDONA (BG)
STEF BURNS LEAGUE
info: 327/238 3355 – 338/9892465 - http://www.drusocircus.it

RAINDOGS HOUSE - OFFICINE SOLIMANO - Piazza Pippo Rebagliati - Savona (SV)
KREG VIESSELMAN
Cantautore americano” – è questa la definizione che Kreg preferisce dare di sé. È un artista che coscientemente si tiene alla larga da categorie o etichette varie, ma la sua carriera di irrequieto trovatore e osservatore della vita lo posiziona saldamente nella tradizione del classico cantautorato americano che prende vita negli anni ‘60, e oltre.

GODOT ART BISTROT - via Mazas 13/15 - AVELLINO (AV)
THE WINSTONS
Sono un power trio basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelica e al culto dell’anarchia ancestrale. I loro grandi templi non sono lontani dal pianeta Gong: si stagliano nell’orizzonte di una Canterbury distrutta, a destra dalla tomba di Hugh Hopper dei Soft Machine e a sinistra di quella di Kevin Ayers. Navigano negli acquitrini maleodoranti del progressive, non curanti dello sporco che resta addosso ai vestiti. E hissenefrega, tanto nel rock’n’roll lo sporco diventa puro stile… Ma solo per l’effetto di un miraggio sembrano in territorio britannico, perché i tre pilastri che sorreggono la struttura sono uno a nord, uno a centro e uno nel sud della penisola italiana. Essi vivono nella stessa città ma non ha un nome pronunciabile senza che qualcuno non faccia una faccia strana. Dunque non la pronunceremo. Basti solo sapere che uno, quello alto, si chiama Rob Wintson, un altro, quello con i baffi, Linnon Winston e il terzo, quello strambo, Enro Winston. E quando sono assieme, anche solo per comprare le sigarette, da sempre, da ben prima di essere una band, erano spiritualmente una band perfetta.

CENTRALE ROCK PUB - via Cascina California 9 - ERBA (CO)
TREWA
info: 340 492 8172 - http://www.rockcentrale.it/
Il progetto Trewa (“tregua” in lungua longobarda) nasce da un’idea di Luca Briccola (già padre del progetto Mogador) . Basandosi sul tradizionale e caratterizzati dal folk progressivo, incontrano varie influenze per ottenere un’atmosfera calda, acustica e che richiami atmosfere del passato ma in un ottica “danzereccia e proggheggiante”. Nel 2012 è uscito il secondo abum Many Meetings On A Blithe Journey. A breve è prevista l’uscita del nuovo album “Selvadic”.
Inizio concerto ore 22


Giovedì 28/01

ACCADEMIA BIRRERIA - Via Alessandro Manzoni 61 - PORTOGRUARO (VE)
STEF BURNS LEAGUE

SUBURBIA - VIA NINO BIXIO - LA SPEZIA (SP)
KREG VIESSELMAN
Cantautore americano” – è questa la definizione che Kreg preferisce dare di sé. È un artista che coscientemente si tiene alla larga da categorie o etichette varie, ma la sua carriera di irrequieto trovatore e osservatore della vita lo posiziona saldamente nella tradizione del classico cantautorato americano che prende vita negli anni ‘60, e oltre.

MORGANA MUSIC CLUB - VIA UMBERTO 1 - BENEVENTO (BE)
THE WINSTONS
Sono un power trio basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelica e al culto dell’anarchia ancestrale. I loro grandi templi non sono lontani dal pianeta Gong: si stagliano nell’orizzonte di una Canterbury distrutta, a destra dalla tomba di Hugh Hopper dei Soft Machine e a sinistra di quella di Kevin Ayers. Navigano negli acquitrini maleodoranti del progressive, non curanti dello sporco che resta addosso ai vestiti. E hissenefrega, tanto nel rock’n’roll lo sporco diventa puro stile… Ma solo per l’effetto di un miraggio sembrano in territorio britannico, perché i tre pilastri che sorreggono la struttura sono uno a nord, uno a centro e uno nel sud della penisola italiana. Essi vivono nella stessa città ma non ha un nome pronunciabile senza che qualcuno non faccia una faccia strana. Dunque non la pronunceremo. Basti solo sapere che uno, quello alto, si chiama Rob Wintson, un altro, quello con i baffi, Linnon Winston e il terzo, quello strambo, Enro Winston. E quando sono assieme, anche solo per comprare le sigarette, da sempre, da ben prima di essere una band, erano spiritualmente una band perfetta.

OFFICINA DEGLI ANGELI - Via Torino, 4 - ARBIZZANO, NEGRAR (VR)
SINFONICO HONOLULU
info: 045/2527120 - www.officinadegliangeli.it


28-29-30 gennaio 2016

BLUE NOTE - Via Borsieri, 37 - Q.re Isola - MILANO (MI)
BILLY COBHAM BAND
Ore 21.00 - Ore 23.00


Venerdì 29/01

TEATRO DAL VERME - Via San Giovanni sul Muro 2 - MILANO (MI)
TRACCE DI JAZZ - FRANCO CERRI "90 ANNI SUONATI"
info: 02/87905201 - 02/87396459 – www.dalverme.org
Il 29 gennaio 2016 Franco Cerri compirà 90 anni, e il Comune di Milano, Area M e la Civica Scuola di Musica Claudio Abbado lo celebrano con uno speciale concerto nella sua città. Per l’occasione Area M si muove dalla sede nel quartiere di Città Studi ed arriva in centro città grazie al Comune che ha messo a disposizione il Teatro Dal Verme per un evento così importante.
Franco Cerri attualmente è considerato il chitarrista italiano più autorevole nel campo del jazz; la sua simpatia innata ha fatto sì che molti spettatori, vedendo le sue partecipazioni in tv (specialmente negli anni sessanta) , si avvicinassero al jazz e allo studio della chitarra.
Molto apprezzato a livello internazionale, ha lavorato al fianco di artisti del calibro di Django Reinhardt, Gorni Kramer, Chet Baker, Gerry Mulligan, Billie Holiday, Stéphane Grappelli, Lee Konitz, Dizzy Gillespie, Tullio De Piscopo, Pino Presti, Jean Luc Ponty.
Riceve la sua prima chitarra (costata 78 lire) in regalo dal padre a diciassette anni, ed inizia ad imparare a suonare da autodidatta; inizia nel frattempo a lavorare dapprima come muratore e poi come ascensorista presso la Montecatini, guadagnando undici lire al giorno.
Il riferimento per l'apprendimento della chitarra è il noto chitarrista Michele Ortuso, di cui studia la tecnica.
Durante la seconda guerra mondiale si esibisce in spettacoli per i lavoratori nei dopolavoro, insieme con alcune orchestrine, riuscendo a farsi notare per la sua notevole tecnica; in questo periodo ha la sua prima esibizione radiofonica a "Radio Tevere, voce di Roma libera". Un programma radiofonico molto innovativo che scosse la monotonia della RSI divenendo il programma più seguito nel nord Italia, anche da molti antifascisti. La Radio, appoggiata dallo stesso Mussolini, fingeva di trasmettere da una stazione clandestina di Roma, mentre in realtà trasmetteva da Milano, sfuggendo alla censura e ottenendo così la massima libertà nelle scelte redazionali come la messa in onda di musica Jazz o la diffusione di radiogiornali con notizie molto precise e realistiche.
La sua attività professionale come chitarrista inizia nel 1945 con l'ingresso nell'orchestra di Gorni Kramer, a cui viene presentato dai componenti del Quartetto Cetra, che lo hanno ascoltato dal vivo: il suo debutto avviene nello spettacolo "Vento del nord", in cui suona insieme a Bruno Martelli, Franco Mojoli, Carlo Zeme ed ovviamente lo stesso Kramer (alla fisarmonica) .
Una delle prime canzoni che registra è "La classe degli asini", per Natalino Otto: durante l'incisione il cantante genovese gli chiese a tradimento: "Cominciamo con l'interrogare il più intelligente. Tu Franco Cerri, sai dirmi dove si trovano i Pirenei?"; il giovane chitarrista improvvisa una risposta, imitando la voce di Gilberto Govi, e risponde: "I Pirenei...I Pirenei si trovano, se si cercano. Ma, se non si cercano, no!".
Kramer decide di lasciare la battuta (con il coro di disapprovazione degli altri musicisti) nel disco, ed è rimasta anche in tutte le ristampe successive, fino a quelle su CD.
Sempre con la formazione di Kramer ha le prime sessioni di registrazione nei dischi incisi dai Cetra; nello stesso periodo suona anche nell'orchestra di Giampiero Boneschi.
Negli anni seguenti ha modo di esibirsi insieme a molti grandi nomi del jazz, tra i quali, nel 1949, Django Reinhardt, che è stato uno dei musicisti che lo hanno influenzato musicalmente, e con cui suona per due settimane al night club milanese Astoria, in trio con il violinista Stéphane Grappelli.
Nel 1950 conosce il sassofonista Flavio Ambrosetti, con cui decide di formare un gruppo autonomo, il Franco Cerri Quintet, con cui inizia ad incidere i primi dischi e ad esibirsi in tutta Europa, continuando a suonare con molti dei più grandi nomi del jazz mondiale, come Wes Montgomery, Chet Baker, Gerry Mulligan, Lee Konitz, Dizzy Gillespie, per citarne alcuni.
Con Billie Holiday ha l'occasione di suonare nel 1958, quando la cantante, durante un'esibizione al Teatro Smeraldo di Milano viene fischiata da un pubblico di giovani e militari; viene quindi organizzato da alcuni uomini di cultura della città un concerto "riparatore" al Teatro Gerolamo, in cui la Holiday si esibisce con il suo pianista Mal Waldron, con Gene Victory alla batteria e Cerri, in questa occasione, al contrabbasso.
Nel 1954 ha una parentesi nella sua carriera come attore e ballerino, lavorando con Renato Rascel nella commedia musicale "Tobia, candida spia".
La Rai lo chiama inoltre come conduttore di alcuni programmi divulgativi sul jazz per la neonata televisione italiana: ricordiamo tra gli altri "Di jazz in jazz", "Jazz primo amore", "Il jazz in Italia e Il jazz in Europa", ed è proprio in queste occasioni che si mette in luce come showman oltre che come musicista, al punto da essere chiamato spesso come ospite in "Il Musichiere" e in "Buone vacanze".
Ha nuovamente un'esperienza come contrabbassista, suonando nel 1959 nel quartetto del clarinettista Aurelio Ciarallo (completato da Sal Martirano al pianoforte e da Gil Cuppini alla batteria) ; tra le altre esperienze con questo strumento quelle con Lee Konitz e quella, sempre nel 1959, con Chet Baker.
Nell'ottobre del 1966 debutta negli Stati Uniti esibendosi al 'Lincoln Center' di New York, ottenendo notevoli consensi anche presso i jazzisti americani.
Franco Cerri ha portato avanti, oltre alla sua carriera come jazzista, anche quella di turnista in sala d'incisione, lavorando con molti degli artisti più rappresentativi della musica italiana.
Già nel 1950 suona con Bruno Martino, e negli anni seguenti lavora tra gli altri con Renato Carosone, Nuccia Bongiovanni, Flo Sandon's, Nicola Arigliano, Peter Van Wood e Johnny Dorelli.
Negli anni successivi lavorerà con Mina e Roberto Vecchioni.
Si è dedicato inoltre alla composizione di canzoni, scrivendo tra le tante "Mister Jackson" per il Quartetto Cetra, "Se mi vuoi" e "Stazione Termini" per Bruno Martino, "La riconoscerei tra mille" e "Passavo di qui" per Nicola Arigliano; ha anche composto alcune musiche per spot pubblicitari.
Negli anni settanta si prestò come attore in uno spot TV che pubblicizzava il noto detersivo per il bucato Bio Presto: Cerri compariva in piedi, inquadrato a mezzo busto, immerso in una vasca di vetro piena d'acqua fino al collo: divenne famoso come "l'uomo in ammollo".
Tra i vari gruppi jazz da lui guidati in questo periodo è da ricordare il Franco Cerri quartet, in cui suonano anche, tra gli altri, Tullio De Piscopo, Angelo Arienti, Franco Bombino e Giorgio Azzolini.
Nel 1973 rinuncia al vecchio quartetto e, per dare nuova linfa alla sua musica, forma un nuovo complesso costituito da Nando De Luca al pianoforte, Pino Presti al basso elettrico, Giorgio Baiocco al sax e flauto, tenendo della vecchia formazione solo il batterista Tullio De Piscopo. Con questi musicisti si esibirà in molte città italiane e sarà al fianco del violinista jazz Stéphane Grappelli per una serie di concerti al Jazz Power di Milano (Aprile 1973) .
Per la Fratelli Fabbri Editori realizza, in collaborazione con il chitarrista classico Mario Gangi, un corso in sessanta lezioni, che verrà ristampato per quattro edizioni.
Nel 1975 conduce, insieme a Renato Sellani e al figlio Stefano Cerri la trasmissione "Angeli e Cornacchie", tre puntate per la regia di Enzo Trapani.
Dal 1977 al 1979 è ospite fisso, insieme a Nicola Arigliano, nella trasmissione televisiva di cabaret "Non stop".
Forma poi nel 1980 un duo con il pianista Enrico Intra, con il quale realizza numerose incisioni; non abbandona però la musica leggera, e nel 1990 suona nell'album "A briglia sciolta" di Caterina Valente, mentre nel 2005 torna al Festival di Sanremo 2005 accompagnando Nicola Arigliano insieme ad Antonello Vannucchi, tastierista dei Marc 4.
Il 15 febbraio 2013 è Guest al Festival di Sanremo, al fianco di Simona Molinari e Peter Cincotti, nell'esecuzione di "Tua", canzone divenuta celebre grazie all'interpretazione di Jula De Palma al Festival del 1959.
Sempre attento alla didattica, ha contribuito negli anni presso la civica scuola di jazz di Milano a dar vita a formazioni di allievi con le quali ha collaborato dal vivo e discograficamente. (Fonte Wikipedia)
Il concerto sarà diviso in due parti: nella prima Cerri sarà accompagnato da Alberto Gurrisi, Luca Garlaschelli e Tony Arco con ospite Alex Usai, mentre nella seconda si esibirà con Dado Moroni, Riccardo Fioravanti e Stefano Bagnoli, formazione con la quale ha inciso il disco "Barber Shop Vol II" che uscirà proprio in quei giorni, e che verrà presentato per la prima volta sul palco del Dal Verme.

ENOTECA DI LUNANO - via Circonvallazione, 7 - LUNANO (PU)
FINAZ
FINAZ GUITAREVOLUTION il nuovo disco solista del chitarrista di BANDABARDO’! Dopo Guitar Solo del 2012, ecco il nuovo lavoro solista del chitarrista virtuoso della Bandabardò: GuitaRevolution. In questo nuovo capitolo musicale la sua chitarra acustica si è evoluta e rivoluzionata: ecco cosa indica il titolo della sua nuova fatica. Nel precedente album la musica era al servizio della chitarra; qui la chitarra è al servizio della musica. La evoluzione/rivoluzione prende le mosse da una recente permanenza del chitarrista a Cuba: “suonare con i cubani e per i cubani mi ha rivelato una grande lezione. Ho imparato che ogni nota deve essere cantata e ballata: la musica tocca le corde giuste quando sa essere anche danza e canto”. L’altra spinta artistica del chitarrista toscano proviene poi dal suo sempre più crescente interesse per l’uso creativo degli effetti e per un maniacale studio del suono. La chitarra di Finaz in GuitaRevolution si veste nelle varie tracks con suoni inusuali e spiazzanti: si passa da atmosfere iperacustiche a ballate psichedeliche, passando per cavalcate elettroniche dove la chitarra acustica di Finaz assume sonorità sorprendenti e innovative.

BREAKLIVE DINNER SHOW CLUB - VIA DEL COMMERCIO, 70 - ZONA INDUSTRIALE MARINO, ASCOLI PICENO (AP)
STEF BURNS LEAGUE
info: 0736/349971 - 0736/344251 - 348/3890192 - info@breakliveclub.com - www.breakliveclub.com - www.facebook.com/BREAKLIVECLUB

NELSON MANDELA FORUM (EXPALASPORT) viale Pasquale Paoli 3, CAMPO DI MARTE - FIRENZE (FI)
ZUBIN METHA / STEFANO BOLLANI
info:055/678841 - www.mandelaforum.it

CAMERA A SUD - piazza Marconi, 21 - BITONTO (BA)
THE WINSTONS
Sono un power trio basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelica e al culto dell’anarchia ancestrale. I loro grandi templi non sono lontani dal pianeta Gong: si stagliano nell’orizzonte di una Canterbury distrutta, a destra dalla tomba di Hugh Hopper dei Soft Machine e a sinistra di quella di Kevin Ayers. Navigano negli acquitrini maleodoranti del progressive, non curanti dello sporco che resta addosso ai vestiti. E hissenefrega, tanto nel rock’n’roll lo sporco diventa puro stile… Ma solo per l’effetto di un miraggio sembrano in territorio britannico, perché i tre pilastri che sorreggono la struttura sono uno a nord, uno a centro e uno nel sud della penisola italiana. Essi vivono nella stessa città ma non ha un nome pronunciabile senza che qualcuno non faccia una faccia strana. Dunque non la pronunceremo. Basti solo sapere che uno, quello alto, si chiama Rob Wintson, un altro, quello con i baffi, Linnon Winston e il terzo, quello strambo, Enro Winston. E quando sono assieme, anche solo per comprare le sigarette, da sempre, da ben prima di essere una band, erano spiritualmente una band perfetta.

BLITZ LIVE MUSIC PUB - piazza della Repubblica 1 - VICOPISANO, FRAZ. SAN GIOVANNI ALLA VENA (PI)
EGOBAND
I livornesi Egoband hanno alle spalle oltre 25 anni di carriera e 4 dischi pubblicati contraddistinti da una ricerca musicale avente come denominatore comune il rock progressive. In apertura Riccardo Andreini & Bramasole.
Inizio concerto ore 20

AMICI MIEI - Via Molini, 48 - NOVE (VI)
MALUS ANTLER / QALIA
Malus Antler è un ‘’PROGetto’’ musicale creato nel 2012 a Mussolente (VI) da Fabio Bordignon (basso) e Alex Donanzan (chitarra e voce) in seguito ad una loro comune passione per il rock progressivo. Nei brani della band si possono percepire diverse influenze che vanno dalla classica, al jazz fino ad arrivare al rock tradizionale, alla musica orientale e a tendenze contemporanee.
Inizio concerto ore 21.30

ASSOCIAZIONE CULTURALE OSSIGENO - via San Biagio - VELLETRI (RM)
L'IRA DEL BACCANO
La band romana de L’Ira del Baccano unisce nella propria musica diverse influenze e ispirazioni: il doom dei Black Sabbath, la psichedelia di gruppi come Pink Floyd e Hawkwind l’heavy-prog dei Rush e la libertà esecutiva e “attitudine” live delle jam band come i Grateful Dead. Nel 2014 è uscito il secondo album “Terra 42”.
Inizio concerto ore 22

LE MURA - via di Porta Labicana 24 - ROMA (RM)
SLIVOVITZ
La loro musica parte dalle radici del jazz-rock e del progressive partenopeo per traghettarle verso contaminazioni nuove, etniche, mediorientali. Nati a Napoli nel 2001, sono una band tutta italiana di sette elementi. Il nuovo album s’intitola “All You Can Eat”.
Inizio concerto ore 22.30
Ingresso consentito solo con la tessera dell’associazione (2 euro) .

BRAVO CAFFE' - Via Mascarella 1 - BOLOGNA (BO)
SINFONICO HONOLULU
info: 051/266112 - 333/5973089 - www.bravocaffe.it

FREAKOUT CLUB - via Zago 7/C - BOLOGNA (BO)
ÜSTMAMÒ
I reggiani Üstmamò (che in dialetto significa proprio adesso) dopo il successo degli anni '90 si erano sciolti nel 2003. Ora sono tornati.

OHIBO' - Via Benaco, 1 - MILANO (MI)
"CROSSROADS - INCROCI TRA ROCK & BLUES" - SPECIAL GUEST: PAOLO BONFANTI + VERONICA SBERGIA & MAX DE BERNARDI
Un viaggio suggestivo tra racconti, suoni e visioni in mezzo a crocicchi satanici, locali malfamati, vecchie piantagioni di cotone alla ricerca del fantasma di Robert Johnson e per scoprire le radici di
Cream, Rolling Stones, Janis Joplin, Bob Dylan.
Sul palco con Ezio Guaitamacchi e le sue chitarre, la voce di BRUNELLA BOSCHETTI i quadri di Carlo Montana, le proiezioni di immagini e filmati storici di Filippo Guaitamacchi / Ospiti speciali: PAOLO BONFANTI + VERONICA SBERGIA & MAX DE BERNARDI
In apertura, ROBERTO CASELLI presenta il libro "La Storia del Blues" (Hoepli)


29-30-31 gennaio 2016

BIG MAMA - Vicolo S. Francesco a Ripa 18 Trastevere - ROMA (RM)
QUINTORIGO & ROBERTO GATTO PLAY ZAPPA, HENDRIX, MINGUS
info: 06/5812551 – 06/5806497 -www.bigmama.it


Sabato 30/01

45 GIRI LIVE CLUB - via largo del forno, Piazza della Libertà, 16 - GIULIANOVA (TE)
CLEPSYDRA
Parte il tour 2016 della band psychedelic-space-progressive rock abruzzese dei Clepsydra che ha da poco pubblicato il nuovo album “Tropicarium”.

DAZIBAO CIRCOLO ARCI - Corso Alessandria 22 - TORTONA (AL)
GIÖBIA
Il progetto Giöbia, nato a Milano nel 1994, è uno dei punti di riferimento più importanti del rock psichedelico italiano molto apprezzato anche all’estero. Il loro ultimo lavoro è “Magnifier”.

SOTTOSCALA 9 - Via Isonzo, 194, -LATINA (LT)
JUNKFOOD
Quartetto strumentale che fonde il rock progressive e la psichedelia con la musica elettronica e la musica da film, passando attraverso le forme più radicali di improvvisazione jazzistica. Nel 2014 è uscito il nuovo album “The cold summer of the dead”, mentre è del 2015 “Italian Masters – vol. 1: Piero Umiliani”, lavoro in cui la band, insieme a Enrico Gabrielli reinterpretano tre brani del repertorio compositivo di Piero Umiliani, autore di colonne sonore e punta di diamante del jazz cinematografico italiano.

LUME (LABORATORIO UNIVERSITARIO METROPOLITANO) vicolo santa Caterina 3/5 - MILANO (MI)
LIBERAE PHONOCRATIA
Liberae Phonocratia è un progetto musicale nato dell’esigenza di tornare all’operazione creativa del “laboratorio”, dell’officina, cercando di coniugare al suo interno linguaggi sonori differenti - retaggio espressivo dei singoli elementi della band­ ‐ al fine di generare un contenitore di idee aperte alla sperimentazione più eterogenea possibile. Il risultato è una variopinta miscela di jazz, rock progressivo ed improvvisazione informale dai contorni indefiniti, ma altresì caratteristici e fortemente riconoscibili. Il primo lavoro pubblicato è “Presuntrogloland”.

T.N'.T CAFÈ - Viale del Lavoro, 41 int. 8 - Centro Commerciale VR-EST - SAN MARTINO BUON ALBERGO (VR)
METHODICA
info: 347 019 1740 - https://www.facebook.com/t.n.t.caf/
Sabato 30 gennaio, presso il TNT a Verona, si terrà il concerto dei Methodica.
Il quintetto dei Methodica ha da poco pubblicato il nuov album “The Silence of Wisdom”.

OPIFICIO - VIA GNIFETTI 45/A - NOVARA (NO)
EVAN PARKER, DECOY - NOVARA JAZZ
info: 0321/1640587 - http://www.opificionovara.it/

TEATRO RINA & GILBERTO GOVI - Via Pasquale Pastorino, 23r GENOVA (GE)
FRANCK CARDUCCI – OPENING: ARANCIA BALCANIKA
Arriva a Genova al Teatro GOVI il primo tour italiano di FRANCK CARDUCCI, dopo la sorprendente esibizione al Festival Prog di VERUNO 2014, che ha letteralmente conquistato il pubblico e gli addetti ai lavori.
Il polistrumentista francese di origine italiana porterà anche in Italia lo show tratto dal suo secondo disco “TORN APART”, uscito nel 2015, dopo un lungo tour europeo che ha visto la band attraversare Francia, Belgio, Olanda, UK ed Estonia.
Si tratta di un vero SPETTACOLO dove la musica rock, tra progressive e psichedelia, suonata da talentuosi e versatili musicisti, si esprime nel suo vero ruolo di “entertainment”, tra energia esplosiva, trovate sceniche, citazioni musicali e letterarie e divertente coinvolgimento, nello stile che regnava negli anni Settanta.
In occasione delle date italiane si esibirà con la band di Carducci un ospite speciale : JIMMY PALLAGROSI, il batterista del gruppo inglese Karnataka.
APRE LA SERATA: ARANCIA BALCANIKA
La band genovese che interpreta lo spirito cosmopolita della città del porto, mescolando musica rock e etnica, di facile ascolto e difficile esecuzione, una forza aggregativa che soddisfa corpo e mente.
Prezzi Biglietti:
PRIMO SETTORE € 13,00 - SECONDO SETTORE € 10,00
Orari Biglietteria:
Giovedì dalle 09:30 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 18:30
Per info e prenotazioni:
Teatro Rina e Gilberto Govi, via Pastorino 23 R
Tel: 010 74 04 707

GLUE - Viale Fanti Manfredo, 20 - FIRENZE (FI)
SINFONICO HONOLULU

L'ARMADILLO VINO - Strada La Palud 27 - COURMAYEUR (AO)
KREG VIESSELMAN
Cantautore americano” – è questa la definizione che Kreg preferisce dare di sé. È un artista che coscientemente si tiene alla larga da categorie o etichette varie, ma la sua carriera di irrequieto trovatore e osservatore della vita lo posiziona saldamente nella tradizione del classico cantautorato americano che prende vita negli anni ‘60, e oltre.

Spazio Teatro 89 - Via Fratelli Zoia 89 - Milano (MI)
MANDOLIN' BROTHERS WITH HORNS

info: www.spazioteatro89.org - Biglietti: intero € 13,00 - ridotto (under18-over65/convenzioni) € 10,00, info, prenotazioni e prevendite: 02 40914901 - info@spazioteatro89.org

TEATRO PETRUZZELLICorso Cavour- BARI (BA)
STEF BURNS LEAGUE

SUPERSONIC - Via A. Vici 20 - FOLIGNO (PG)
THE WINSTONS
info: 366 438 0447 – 335/6552679 - supersonicfoligno@gmail.com - www.facebook.com/supersonicmusicclub
Sono un power trio basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelica e al culto dell’anarchia ancestrale. I loro grandi templi non sono lontani dal pianeta Gong: si stagliano nell’orizzonte di una Canterbury distrutta, a destra dalla tomba di Hugh Hopper dei Soft Machine e a sinistra di quella di Kevin Ayers. Navigano negli acquitrini maleodoranti del progressive, non curanti dello sporco che resta addosso ai vestiti. E hissenefrega, tanto nel rock’n’roll lo sporco diventa puro stile… Ma solo per l’effetto di un miraggio sembrano in territorio britannico, perché i tre pilastri che sorreggono la struttura sono uno a nord, uno a centro e uno nel sud della penisola italiana. Essi vivono nella stessa città ma non ha un nome pronunciabile senza che qualcuno non faccia una faccia strana. Dunque non la pronunceremo. Basti solo sapere che uno, quello alto, si chiama Rob Wintson, un altro, quello con i baffi, Linnon Winston e il terzo, quello strambo, Enro Winston. E quando sono assieme, anche solo per comprare le sigarette, da sempre, da ben prima di essere una band, erano spiritualmente una band perfetta.


Domenica 31/01

TEATRO MANZONI - Via Alessandro Manzoni, 42 - MILANO (MI)
MUHAL RICHARD ABRAMS
la stagione 2015-2016 di APERITIVO IN CONCERTO prosegue con una autentica leggenda vivente del jazz
MUHAL RICHARD ABRAMS
in prima europea col suo quintetto con Jonathan Finlayson (tromba) , Bryan Carrott (vibrafono) , Brad Jones (contrabbasso) , Reggie Nicholson (batteria)
ore 11

TEATRO SACRO CUORE - VIALE RIMEMBRANZE - FIGINO SERENZA (CO)
KREG VIESSELMAN, MARCO CORRAO, SULUTUMANA, RICHARD LINDGREN, ANDREA PARODI, CHARLIE CINELLI, JOHN STRADA, THE FIREPLACES
TOWNES VAN ZANDT INTERNATIONAL FESTIVAL - XII EDIZIONE
Ore 17.00 / Ingresso 5 euro
A seguire cena con i musicisti su prenotazione scrivendo a
pomodorimusic@gmail.com / info: +39 349 8348118

BLUE NOTE - Via Borsieri, 37 - Q.re Isola - MILANO (MI)
FABRIZIO BOSSO QUARTET
Ore 21.00

CIRCOLO ARCI AGORÀ - via Monte Grappa 27 - CUSANO MILANINO (MI)
THE WINSTONS
Sono un power trio basso, batteria, tastiere e voci dedito alla psichedelica e al culto dell’anarchia ancestrale. I loro grandi templi non sono lontani dal pianeta Gong: si stagliano nell’orizzonte di una Canterbury distrutta, a destra dalla tomba di Hugh Hopper dei Soft Machine e a sinistra di quella di Kevin Ayers. Navigano negli acquitrini maleodoranti del progressive, non curanti dello sporco che resta addosso ai vestiti. E hissenefrega, tanto nel rock’n’roll lo sporco diventa puro stile… Ma solo per l’effetto di un miraggio sembrano in territorio britannico, perché i tre pilastri che sorreggono la struttura sono uno a nord, uno a centro e uno nel sud della penisola italiana. Essi vivono nella stessa città ma non ha un nome pronunciabile senza che qualcuno non faccia una faccia strana. Dunque non la pronunceremo. Basti solo sapere che uno, quello alto, si chiama Rob Wintson, un altro, quello con i baffi, Linnon Winston e il terzo, quello strambo, Enro Winston. E quando sono assieme, anche solo per comprare le sigarette, da sempre, da ben prima di essere una band, erano spiritualmente una band perfetta.

PLANET LIVE CLUB - Via del Commercio, 36 - ROMA (RM)
STEF BURNS LEAGUE
info: http://www.planetliveclub.com - 06 5747826