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martedì 31 marzo 2015

Il compleanno di Thijs Van Leer, di Wazza


Compie gli anni oggi, 31 marzo, Thijs Van Leer, cantante, flautista, tastierista del gruppo prog olandese dei "Focus".
Dal 1970 al 1977, all'apice del prog mondiale, tra i loro successi "House of the king","Hocus Pocus", "Sylvia", dopo lo scioglimento del gruppo si dedicò alla carriera solista.
Nel 2002 ha riformato i Focus, riprendendo ad incidere dischi e fare tournèe.
Pochi sanno che negli anni '70 ,prese parte alla versione olandese del musical "Hair"...
Happy Birthday Thijs
WK

MATALEON – "Prospettiva di un’idea", di Andrea Zappaterra


MATALEON – Prospettiva di un’idea
di Andrea Zappaterra

Cosa spinge a violare l’immacolato foglio bianco?  La prospettiva di un’idea.
Questo è quello che devono essersi chiesti i MATALEON, gruppo musicale milanese (di Sesto San Giovanni) nato dalle ceneri dei PoRnOLoGy, con sonorità Metal-Rock, Hard Rock, Grunge, Melodic, Heavy, Stoner e Nu Metal di sicuro effetto.
Ed ecco il loro ultimo lavoro prende vita, si sviluppa nel foglio bianco, si arrampica sui bordi con note aggressive, si  tinge con colori accesi, rosso fuoco come il loro sound, aggredisce l’udito dell’ascoltatore con ritmi vertiginosi, parole urlate a squarciagola dal buon Tommaso Di Blasi, controtempi diabolici, che culminano negli accordi classici dell’Hard Rock con chitarra (Andrea Giuliani) e basso percussivi, fraseggi e assoli d’effetto .
Ed infatti “Il Foglio Bianco“ è un titolo di un brano dell’ EP che insieme ad “Atari”, “Dove sei adesso”, “Ozymandias”, “Vorrei” e “Fuoco nella Testa” (quest’ultimo realizzato come singolo del 2012), costituiscono la prospettiva di questa nuova idea musicale, sicuramente interessante,  che si pone come alternative Rock  e Metal ma non disdegna gli accordi più classici tipici dei grandi gruppi del passato.
I ritmi ossessivi contenuti in questo lavoro scuotono l’ascoltatore specie se li si sentono ad alto volume ed entrano presto in testa ipnoticamente. Ottime le svariate di chitarre  e i giri di basso (imperioso in certi punti) , che aumentano la corposità sonora, la pastosità di un suono  ruvido, graffiante.
Il dialogare tra le percussioni (Daniele Bocola) e il basso (Manuel Schiavone ) rende ancor più apprezzabile l’impatto sonoro complessivo, un lavoro omogeneo, dove ogni brano ha la sua funzione ed il suo perché nell’armonia (distorta) globale.


BIO

La band  nasce nel maggio 2012 dalle ceneri di un'altra formazione.
Il nuovo sound strizza l'occhio alle nuove sonorità metal d'oltreoceano ma con un cantato in italiano. All'attivo c'è la pubblicazione del singolo "Fuoco nella testa" del 2012, mentre nel prossimo Marzo 2015 uscirà l'EP "Prospettiva di un'idea"  - di n. 6 brani - interamente auto-prodotto e che vede alla produzione artistica Olly Riva (The Fire, Shandon, Rezophonic).
L’uscita dell Ep sarà accompagnato dal video del primo singolo “Atari”.



Line up

Tommaso Di Blasi : Voce e Chitarre
Andrea Giuliani : Chitarre
Manuel Schiavone : Basso
Daniele Bocola : Batteria
                                   

Fonetica-"Eppure", di Giani Sapia


Da Treccani.it: fonetica: nella vecchia nomenclatura delle parti della linguistica, ramo della scienza linguistica che studia i suoni, o fonemi, articolati dall’apparato di fonazione umano allo scopo di significare. Allo scopo di significare. Proprio così, lo scopo è significare, ovvero esprimere pensieri, sentimenti, idee mediante il linguaggio. Ma anche mediante la musica, unico linguaggio universale. Il rock fa ballare il mondo. Almeno il piede per tenere il tempo, almeno quello, lo muovono tutti! E mentre muovo il piede stavolta ascolto anche le parole e mentre ascolto le parole penso, per colpa di quelle parole, o per merito. Parole che si avvinghiano come edera alla musica, si fondono insieme. Una da gusto alle altre, come la Coca e il rhum, le trofie e il pesto, whisky e cohiba. E se le parole accendono il fuoco del pensiero, il vento della musica lo alimenta fino a dar vita all’incendio del sogno. Mi viene in mente Adolfo Celi quando dice a Gastone Moschin, nel capolavoro di Monicelli: “è una catena di affetti, che né io né lei, possiamo spezzare”. Questo fanno i Fonetica, legano musica e parole con una catena di affetti, che né io né lei… Fonetica appunto! E il loro album, Eppure. Ve li presento: CLAUDIO MARTINOLLI chitarra solista - DOUGLAS D'ESTE batteria, percussioni - MASSIMILIANO CADAMURO basso, flauto traverso, canto - FABIO BELLO chitarre, armonica, voci. testi e musiche - RICCARDO GALLUCCI tastiere, canto e l’incantevole per voce e fattezze SILVIA SIEGA canto e cori. Eppure è un disco rock dalle solide fondamenta di basso e batteria che si articola nelle svariate sfumature progressive di tastiere, flauto e chitarre e nelle liriche di Fabio Bello, che trattano argomenti sociali di estrema attualità. Già il primo pezzo, Santa Pace, col fiabesco flauto introduttivo e l’escalation musicale che segue, ci fa capire la trama dell’album. Rock in progressione appunto. L’argomento trattato è la pace, ma non mi soffermerò più di tanto sui testi, proprio perché tutte le canzoni del disco non sono né ovvie né banali e quando le parole sono spesse, credo sia opportuno che ognuno ne tragga il proprio insegnamento, o la propria ispirazione, senza che io debba metterci becco. Un pezzo potente, che canta la pace senza essere pacifico. La Strada del Sole continua sulla via aperta dal brano precedente. Il ritmo incalza e la “gioia di fare” dei cinque musicisti veneti e proprio lì, davanti agli occhi. È un dialogo tra batteria e basso che apre La Legge del Branco, col solletico di una chitarra impertinente, protagonista del finale del pezzo. Ne La Scuola è Morta, si respira intenso l’odore del progressive anni ’70. Un pezzo d’atmosfera, malinconico, che dipinge la cruda realtà della scuola italiana, mettendone in risalto anche gli odori. Armonica e fisarmonica fanno sì che la tristezza non prenda il sopravvento sulla malinconia. Un equilibrio difficile da mantenere, ma i Fonetica reggono per tutto il pezzo. Con una tastiera d’oriente si apre La Nuova Guerra, il cui ritmo, così come il titolo, non lascia dubbi sull’argomento trattato. Quasi una marcia, colorata però da basso e tastiera. Inno (Canzone Politica) è il sesto brano dell’album. Non poteva mancare una canzone politica, sulla politica, il cui testo, malgrado l’asprezza dell’argomento trattato (per me la politica è aspra…), è adagiato sulla musica forse più melodiosa di tutto il disco. Canzone numero sette, Le Parole. Bella chitarra iniziale dal retrogusto blues, bella l’atmosfera di tutto il pezzo, incalzante, aggettivo che ho già usato e che forse userò ancora, perché se dovessi definire la musica dei Fonetica, bè, la definirei proprio incalzante. Goduriosa la tromba finale. Sarà per il flauto, i ricami e le sottolineature chitarristiche, l’atmosfera delle tastiere, ma Pianeta Blu, pezzo strumentale, scorre che è una meraviglia. Siamo al numero nove, Aspettare, ballata interpretata magistralmente da Sivia Siega che aspetta, come tutti noi, quello che non ci aspettiamo. Ancora profumo di buon vecchio progressive nell’inizio di Posto in Affitto, che vira poi verso il folk, verso la ballata rock, per poi tornare con una sterzata di chitarra verso la strada intrapresa inizialmente. Gli ultimi brani di Eppure, rivelano forse la parte più intimista e folk del gruppo e non fa eccezione in questo contesto Pioggia Pioggia, seppur animata da un ritmo più… più… lo dico? Vabbè, lo dico: incalzante. Ecco, l’ho detto. Soprattutto il finale, il finale incalza di brutto! Dell’ultimo brano, Eppure, che dà il titolo all’album, va detto che il testo è una poesia di Igle Saragoza musicata dal sempre ottimo Fabio Bello. Una canzone di sofferenza e atrocità, che finisce con la speranza, la stessa speranza che aleggia nell’ultimo Eppure dei Fonetica: “eppure credo che l’uomo vorrà la pace”.



lunedì 30 marzo 2015

Il compleanno di Eric Clapton, di Wazza



Compie gli anni oggi, 30 marzo, Eric Clapton, detto "slowhand" o "God", sicuramente il chitarrista più famoso al mondo!
Un curriculum impressionante il suo… ha fatto parte di gruppi storici come gli Yeardbirds, Bluesbreaker, Cream, Blind Faith, Delanie & Bonnie, Derek and the Dominos, ma ha avuto sopratutto una straordinaria carriera da solista!
Ha prestato la sua "manolenta ai Beatles, George Harrison, Frank Zappa, Bob Dylan, Joe Cocker, Rolling Stones, solo per citare i famosissimi e non i famosi, altrimenti ci vorrebbe l'elenco telefonico di Tokio!
Deve molto al chitarrista JJ Cale, al quale ha "saccheggiato", portandoli al successo, brani come "Cocaine" e "After midnight": nel 2014 gli dedicò un album!
Ha partecipato ai film "Tommy" degli Who e "The last waltz" di Martin Scorsese -il famoso concert di addio della "Band"- e "Blues Btothers, il mito continua"
Una lunga carriera fatta di luci e ombre, i grandi successi alternati a depressione, droga, la perdita di un figlio; nel 1990 si è salvato la vita, lasciando il suo posto in elicottero a Steve Ray Vaughan... ma si sa "Clapton is God"
Happy Birthday "slowhand".





WK 

TOUR DATES 30 MARZO 02 APRILE 2015, di Zia Ross

TOUR DATES 30 MARZO 02 APRILE 2015



Lunedì 30/03

MEDIOLANUM FORUM Via G. Di Vittorio, 6 - ASSAGO(MI)
PAUL SIMON & STING - ON STAGE TOGETHER

TEATRO CARLO FELICEpasso Eugenio Montale 4GENOVA(GE)
PAOLO CONTE
info: 010/53811 - www.carlofelice.it

TEATRO DAL VERME - Via San Giovanni sul Muro 2 MILANO (MI)
STEVEN WILSON - ‘HAND. CANNOT. ERASE.’ TOUR
info: 02/87905201 - 02/87396459 – www.dalverme.org

TEATRO METROPOLITANVia Sant'Eupilio 21CATANIA(CT)
FIORELLA MANNOIA
info: 095/322323 – 095/316596 - www.metropolitan.catania.it

PALALOTTOMATICAPiazzale dello Sport (zona EUR) - ROMA (RM)
SPANDAU BALLET

CENTRO GIOVANILE CÀ VAINAViale Saffi 50/B Imola(BO)
JENNIFER BATTEN BAND (JENNIFER BATTEN, STU HAMM E CHAD WACKERMAN)
ore 20.30

TEATRO DEI RINNOVATIPiazza Il CampoSIENA(SI)
ROBERTO VECCHIONI


Martedì 31/03

TEATRO IL SISTINA Via Sistina, 129 - ROMA(RM)
STEVEN WILSON - ‘HAND. CANNOT. ERASE.’ TOUR
info: 06/4826841 – 06/4200711 - www.ilsistina.com

REVOLUTION RISTORANTE BISTROTPiazzetta Marco d'Aviano 3CONEGLIANO(TV)
ARES TAVOLAZZI

TEATRO ARLECCHINOVia GiobertiMONTE URANO(FM)
MAURO PAGANI
info: 0734/840737 - 0734-840143 0734 -848723 – 0734 -848745 - www.comune.monteurano.fm.it - cultura@comune.monteurano.fm.it


Mercoledì 01/04

TEATRO DELLA PERGOLAvia della Pergola 18/32FIRENZE(FI)
ROBERTO VECCHIONI
info: 055/22641 - 055/2264353 - pubblico@teatrodellapergola.com - www.teatrodellapergola.com

TEATRO TEAMPiazza Umberto I 35/37BARI(BA)
FIORELLA MANNOIA
info: 080/5210877 – 5241504 - www.teatroteam.it


Giovedì 02/04

TEATRO POLITEAMA GRECOvia XXV Luglio 30LECCE(LC)
FIORELLA MANNOIA

CANTIERI RUBATTINOVia rubattino 1ROMA(RM)
#SOPRACÈGENTE
info: cantierirubattino@gmail.com - 06.5748260
Torna il 2 Aprile #SopracèGente, l'appuntamento con la musica organizzato dallo staff di #CantieriRubattino, Fabrizio Emigli - Fan Page Ufficiale in collaborazione con Maurizio Carlini.
Un evento speciale che avrà come ospiti:
MASSIMO ALVITI TRIO
- Mauro Gavini al contrabbasso
- Giulio Caneponi alle percussioni
- Massimo Alviti alla chitarra.
SPECIAL GUEST: Alessandro Papotto ai fiati.
Jazz, etno-world music ed atmosfere classiche si fonderanno in un'unica serata all'insegna della buona musica.
LA PRENOTAZIONE TRAMITE EMAIL è OBBLIGATORIA.
I possessori della Rubattino Gift Card avranno la tessera associativa in omaggio

CLUB IL GIARDINO LUGAGNANOvia Cao del Prà, 82 - LUGAGNANO(VR)
JENNIFER BATTEN BAND + CATFISH TRIO


Acclamato ritorno di Jennifer Batten la chitarrista di Michael Jackson con la sua band al Club Il Giardino, questa volta al basso Stuart Hamm( Joe Satriani Band) già apprezzato qualche mese fa con Carl Verheiem. In apertura CATFISH TRIO.

domenica 29 marzo 2015

Paolo Saporiti-"Bisognava dirlo a tuo padre...", di Claudio Milano


Album: Bisognava dirlo a tuo padre che a fare un figlio con uno schizofrenico avremmo creato tutta questa sofferenza (2 CD)
Artista: Paolo Saporiti
Etichetta: Orange Home Records
Anno: 2015
Genere: Avant Folk

Tracklist:

CD1
01.A modo mio
02.In costante naufragio
03.Figlio di madre incompleta
04.Io non resisto
05.Per l'amore di una madre
06.Hotel Supramonte

CD2
01.Per l'amore di una madre
02.Io non resisto
03.Figlio di madre incompleta
04.A modo mio
05.In costante naufragio
06.Hotel Supramonte

Voto: 7.5

Non si può smettere di essere madri o padri, buoni o cattivi (e spesso si peggiora col tempo), ma si può smettere d'essere figli e a volte, è davvero necessario.
Bisognava dirlo a tuo padre che a fare un figlio con uno schizofrenico avremmo creato tutta questa sofferenza” è titolo dell'album e fa riferimento diretto all'ultimo scambio, via telefono, tra Paolo Saporiti e sua madre. Saporiti, ci ha regalato, lo scorso anno, il migliore disco di cantautorato internazionale, assieme a “Nothing Important” di Richard Dawson. A pochi mesi dall'album omonimo, ritorna con un altro gran lavoro. Il disco del 2014, era quello della manifestazione piena, questo, quello della deflagrazione. Davanti a tanta “fame di dire” non sono mai sostanza e intensità a mancare, al limite, qualche sbavatura nell'organizzazione estetica di un progetto, cosa che c'è qui c'è, più che nel lavoro precedente, ma è cosa, che rende in modo diverso, ambo i lavori perfettibili nella mente di ognuno e dunque, tanto più, vivi e in divenire. E' segno di un'epoca in cui si avverte la precarietà più assoluta nella definizione della parola “fine”, intesa come traguardo, ma anche come compimento. Eppure l'autore quella forma l'ha sempre ricercata, sin dai tempi del bellissimo esordio (The Restless Fall). Semplicemente, s'invecchia e bisogna prendere atto di aspettative irrisolte. Paolo, accarezza con una voce che qui si fa ancora più cruda (e grave), tra morbidezze e ruvidità, a volte appena appesantita dall'uso di un vibrato sin troppo “cercato”. I testi sono di una profondità lacerante, autobiografica ma mai auto-indulgente, che si fa di una potenza devastante in “In Costante Naufragio” e “Per l'Amore di una Madre”. Le melodie sono quanto di più vario, nel pescare dalla tradizione folk anglosassone, dal pop italiano, anche radiofonico, impensabile, se accostato a confezioni soniche spesso assai ardite. Si, perché gli arrangiamenti, in questo disco, più che nel precedente, fanno la differenza rispetto a quanto è possibile ascoltare in Italia e altrove. Orange Home Records (che segue Saporiti, dal precedente “L' Ultimo Ricatto”), in materia ha un ruolo essenziale, investendo il ruolo di produzione artistica effettiva (Raffaele Abbate, ha arrangiato il primo dei due cd), con una modalità, ovvia, per le produzioni pop delle major, ma completamente scomparsa in ambito indie, dove si acquisisce un pacchetto completo, gli si dà un numero di catalogo e se ne traggono la metà dei profitti, senza muovere un dito. Eccellente, anche, il contributo di Armando Corsi, alla chitarra classica. A melodie di una semplicità a volte disarmante, che si fa tanto più intima in un canto così sussurrato, profondo ma mai pago di grazia, si affiancano chiaroscuri strumentali di una violenza aliena a qualsiasi disco d'autore. Curiosamente diviso in due sezioni, con gli stessi brani presentati in chiave diversa, una acustica, ma non priva di accensioni sghembe, decostruzioni ritmiche e dissonanze davvero cucite “addosso” alla potenza dei testi (“Figlio di una Madre Incompleta”, episodio d'eccellenza dal CD 1, assieme alla spoglia, quanto perfetta, “Hotel Supramonte”, di Fabrizio De André). Un'altra, tale da essere disco in duo, con Xabier Iriondo ad ogni tipo di strumentazione, senza dubbio, molto meno che convenzionale. Il connubio tra i due, non sempre è riuscito del tutto, perché si è prestato a qualche eccesso di troppo nell'alto contrasto, ma quando è a fuoco, ha qualcosa di epocale davvero: “Io non Resisto”, “A Modo Mio” (abissale il margine con la versione acustica), “In Costante Naufragio” (che qui si candida a mio pezzo preferito dell'anno), “Figlio di Madre Incompleta” (ancora una volta). In breve, Paolo Saporiti è al momento, assieme alla sua band, uno degli artisti internazionali più importanti in circolazione. In un periodo di rivalutazione, anche assai ben fatta del folk più “laterale” (Sun Kill Moon e Father John Misty docet), ma senza alcuna capacità d'invenzione autentica, il cantastorie milanese e i suoi psicodrammi, hanno una marcia ben oltre, verso i lidi del vero cantautorato “avant”, quello di Scott Walker e Matt Elliott per fare due nomi, su tutti. Paolo, è riuscito nella sua progressione, in una maturità che ha molto a che dividere, nello spirito inquieto, quanto nella ricerca di un vestito “altro”, appresso alle proprie ossessioni, con Buckley senior e questo è un merito senza pari. Dischi come questo, avranno certo credito oggi, ma un culto impagabile tra non molto, perché non hanno da spartire assolutamente nulla con altri. Che dire, se non che questo lavoro è per me già un cult? E' il momento per un disco per i soli Saporiti/Iriondo?